feb 04 2015

Lunigiana, ad arrampicare in treno, istruzioni per l’uso

by redazione in Territorio

Lunigiana, ad arrampicare in treno, istruzioni per l’uso

di Franco Ressa

Una splendida giornata di sole invernale, l’aria che sale dal mare si mischia a quella che scende dai monti ed invita ad andare verso gli orizzonti che dalla Lunigiana interna si possono ammirare. Il crinale appenninico e le Apuane sono imbiancati dalle brevi nevicate dei giorni passati, le sponde dei torrenti vestiti dal gelo notturno, i prati mischiano, al verde spento dell’erba invernale, il brillante velo della brina. Il cielo verso la costa è limpido come solo in questa stagione può essere.

Che fare? Salire ai monti o scendere al mare? Cercare sentieri tra i boschi o tra la bassa vegetazione delle scogliere? Ecco l’idea! Prendere il treno e andare ad arrampicare! Si può fare?Si si si, si può fare. Si perché di guidare non se ne parla, noioso e poi costoso. E poi vuoi mettere il tempo del treno? Per chi è in vacanza è un tempo di pensieri ed osservazioni tra il territorio e la vita, un tempo sospeso di mirabile fortuna. Diverso è per i molti pendolari che ogni giorno affrontano le difficoltà del sistema ferroviario italiano per raggiungere il posto di lavoro, sistema che a quanto sento dire da chi lo usa quotidianamente, lascia molto a desiderare. Ma il treno rimane uno dei mezzi più belli per muoversi in libertà, economico ed ecologico. O almeno lo sarà per me oggi…

Arrampicare in Lunigiana, muovendosi con l’automobile, permette di scoprire montagne e falesie con spostamenti di pochi chilometri andando dal calcare del Muzzerone all’arenaria della parte emiliana dell’Appennino fino alle aguzze cime delle incredibili Apuane. Ma con il treno? Con il treno può essere interessante scoprire una piccola falesia situata a Deiva Marina, “La Sfinge” . Io parto da Villafranca con il treno delle 09,14 e dovrei arrivare per le 10,20 alla stazione di Deiva.

Così, come per visitare le Cinque Terre,  il treno diventa il mezzo migliore per ottimizzare tempi e costi, riposo e attività ludiche, scoprendo la costa a noi vicina e allargando così la possibilità di fruizione turistica lunigianese. Dal treno guardo il Magra che fa onore al suo nome in questo inverno strano e le sue acque hanno un colore tanto bello da calmare i miei pensieri mentre gli occhi riscoprono ancora una volta il fascino dei borghi e dei castelli arroccati a dominare la valle. A La Spezia salgono, come sempre, alcuni turisti stranieri che vanno a visitare le Cinque Terre ma non c’è sicuramente la grande confusione della bella stagione. L’arrivo alla stazione di Deiva è in perfetto orario e incontro il mio amico Maurizio che arriva da Rapallo. Dalla stazione ferroviaria alla falesia ci sono circa tre chilometri che oggi percorreremo in auto ma che, dalla primavera in poi, con più ore di luce a disposizione, saranno solo una bella passeggiata discutendo dei nostri scarsi risultati arrampicatori. Ma prima di andare è obbligatorio procurarsi un po’ di “fugàssa” ligure e proprio vicino alla stazione ne troviamo di veramente ottima!

Arriviamo alla falesia in un batter d’occhio e ormai il sole scalda per bene e incominciamo a tastare la roccia. Le vie sono su un grosso masso di diaspro e presentano un arrampicata varia, placca, verticale e strapiombo con tiri di diverso livello che possono soddisfare un po’ tutti …….anche gli eterni neofiti senza allenamento come me. Le ore passano in fretta e il divertimento è “assicurato”! (battutona!)

Il treno delle 17,10 è in orario perfetto cambio a La Spezia e ritorno alla stazione di Villafranca-Bagnone per le ore 18,45. Costo del biglietto AR 12 euro In estate chiaramente la permanenza in falesia può prolungarsi prendendo altri treni per il ritorno.

Direi che l’esperimento è riuscito alla perfezione e la giornata è stata grandiosa! Sicuramente la ripeteremo appena possibile! Che dire: un’altra possibilità dell’outdoor in Lunigiana.