gen 14 2015

In canoa sul Magra una mattina d’autunno

by redazione in Territorio

In canoa sul Magra una mattina d’autunnno

di Franco Ressa

L’autunno è un bel momento per osservare l’avifauna di un fiume e il mio kayak è da un po’ che sta in secca, così ho deciso di scendere il Magra e vedere un po’ se riesco a fare incontri interessanti. Il tratto che farò è quello che va da Villafranca a Terrarossa. Una nebbia fitta mi accoglie, tanto che le prime rapide (le uniche un po’ impegnative, comunque non superiori al 2° grado) le sento prima con le orecchie che vederle con gli occhi!Mentre mi stavo preparando per entrare in acqua, qualche centinaio di metri sotto al Castello di Malnido, mi sono quasi spaventato perchè dalla riva si sono alzati in volo, a pochi metri da me, un airone cinerino e un airone bianco maggiore! Cavolo da vicino sono davvero enormi!

In alcuni casi maschili l’airone cinerino può raggiungere anche i due metri di apertura alare, quello bianco maggiore un po’ di meno, dai novanta ai centosettanta centimetri.

Adesso invece sul fiume si vedono le sagome ritte di un paio di cenerini su dei sassi, tra la nebbia, come fantasmi, ma appena mi avvicino, anche se con la canoa si fa poco rumore, si alzano in volo…..spettrali. A dire il vero io vorrei che si alzasse il sole e squarciasse la nebbia….ma tarda ad arrivare perché in effetti non è che faccia proprio caldo…per fortuna c’è da pagaiare!

Non che il percorso sia impegnativo, ma comunque è movimentato…però per non farmi scappare gli uccelli a volte mi lascio trascinare dalla corrente senza nemmeno pagaiare e infatti nel giro di breve tempo vedo due cormorani e decine di anatre che si alzano in volo. Il cormorano, un po’ più piccolo degli aironi  (120-160max di apertura alare) è comunque un incontro notevole con il suo bel colore nero. Cerco di fotografarli…ma non c’è verso, ho la macchina sotto il salvagente, e ogni volta che la tiro fuori o si alzano in volo o arriva una rapida e devo pagaiare altrimenti rischio di finire in acqua! Va beh che in queste acque tranquille ho un eskimo sicuro…..ma vista la temperatura…meglio evitare.

  (Piccola nota che esula dagli argomenti qui trattati: l’eskimo è la manovra con cui una volta rovesciatisi con il kayak si riesce a ristabilire la posizione di navigazione. Il termine deriva da eschimesi, popolo che usava il kayak per muoversi tra i ghiacci e cacciare e necessariamente non andare a bagno in acque così gelide! La parola kayak definisce il tipo di imbarcazione propria degli eschimesi dove si sta seduti con le gambe allungate verso la prua, mentre la parola canoa sta ad indicare l’imbarcazione di derivazione nord americana usata dai pellerossa, dove si pagaia con una sola pagaia e si sta in ginocchio seduti su una tavola di legno)

 Chiaramente lungo le sponde e soprattutto sopra queste ci sono grandi ammassi di legna e alberi caduti, soprattutto nelle zone franose. Il fiume raccoglie tutto quello che trova sulla propria via, tutti i nostri segni di abbandono e negligenza e  dove finiscono le rocce  è facile trovare situazioni come nella foto seguente

Ora se la vegetazione riparia è molto importante per la limitazione dei fenomeni erosivi, la depurazione delle acque e anche la limitazione del fenomeno dell’eutrofizzazione (aumento di sostanze nutritive in un dato ambiente, in particolare una sovrabbondanza di nitrati e fosfati – L’accumulo di elementi come l’azoto e il fosforo causa la proliferazione di alghe microscopiche che, a loro volta, non essendo smaltite dai consumatori primari, determinano una maggiore attività batterica; aumenta così il consumo globale di ossigeno, e la mancanza di quest’ultimo provoca alla lunga la morte dei pesci) e anche per la creazione di ambienti particolari nel corridoio ecologico del fiume, soprattutto in aree fortemente urbanizzate, sicuramente questi accumuli di alberi sradicati e legna morta, andrebbero tagliati e portati via. Certo è un lavoro costoso e di una certa entità in termini di tempo e forze impiegate.

Dico questo perché a volte sento la gente che fa osservazione del tipo: “…è colpa dei verdi(::?:J) che non fanno tagliare gli alberi- o addirittura, al supermercato parlando di alluvione: “…tutta colpa dei “comunisti”…son loro che rovinano tutto…non si fa pulizia….” (…?????…).

La risoluzione delle problematiche su un territorio va di pari passo con la consapevolezza dei suoi abitanti, con la conoscenza reale delle problematiche e con le possibili soluzioni che oggi si possono apportare, considerando tutti gli aspetti da quelli ecologici a quelli economici e sociali; un territorio poco abitato, abbandonato come il nostro non può trovare soluzioni in logiche antiquate e che non tengono conto delle reale situazione odierna della partecipazione dell’uomo alla manutenzione dell’ambiente, ma necessariamente deve confrontarsi con interventi moderni e con un’adeguata presenza umana a partecipazione dell’azione di controllo ma anche fattiva, che sia privata o sociale, considerando comunque anche i cambiamenti climatici, su cui controllo, se questo può ancora essere attuato (sigh!) l’apporto locale è relativo se non condiviso con un sistema più ampio.

Sta di fatto che se anche la Lunigiana fosse stata disboscata… Aulla sarebbe comunque stata sommersa in quelle vie colpite così gravemente.(25 ottobre 2011) E’ difficile sapere cosa sarebbe giusto fare o non fare ma certo il letto di esondazione di un fiume…serve a qualcosa. Comunque la mia discesa continua e nell’attesa che salga il sole, faccio qualche altre piccola rapida, memore di ben più impegnative, percorsi fatti in altri luoghi e altri fiume e torrenti, (ho iniziato ad andare in kayak verso i vent’anni proprio nella vicina Val di Vara e ringrazio questo mezzo di avermi fatto vivere sensazioni bellissime e di avermi avvicinato alla natura in un modo che mi ha permesso poi di fare poi scelte importanti per la mia stessa vita)Mi fermo sulla riva sinistra per fare una visita alla Chiesaccia presso Fornoli .

Nei secoli qui si sono intrecciati i percorsi più antichi; qui, proprio tra la Chiesaccia e Lusuolo, avveniva il guado del fiume, a piedi nei periodi di scarsità d’acqua del Magra o con la barca, il traghetto che esisteva ancora alla fine dell’Ottocento. Alla Chiesaccia fin dall’alto Medioevo pellegrini e commercianti trovavano ristoro per il corpo e per lo spirito. Dopo secoli di storia e “servizio”, l’edificio religioso ha resistito anche ai decenni di abbandono e, recentemente, è stato restaurato ad opera dei privati che ne sono proprietari. E’ molto bella, la boscaglia attorno è stata un po’ pulita ma tutto il luogo in generale sembra un po’ in abbandono. Costruita su quello sperone roccioso che si vede nella prima foto è comunque al sicuro dalle piene.

Riparto e il fiume si allarga, cambia morfologia e cambiano i panorami, sulla sinistra gli Appennini e di fronte le Apuane.Certo la mia scarsa qualità di fotografo non rende giustizia alla grandiosità dello spettacolo del fiume che si apre in meravigliosi orizzonti, tanto famigliari quanto sempre ricchi di nuove curiosità E soprattutto non riesco a fotografare nemmeno un volatile!  Non riesco nemmeno a fotografare una poiana, che come al solito sta ferma in attesa di una preda, su un tronco secco sulla riva! Appena mi avvicino e preparo la macchina…vola via, mollemente, infastidita dalla mia presenza!!!  Mi viene un’ idea!Se non riesco a fotografarli dalla canoa, per evidenti problematiche di stabilità durante il percorso, proverò a scendere e ad avvicinarmi sulle rive, passando tra la vegetazione di greto, tra i cespugli di salici e pioppi. Mi fermo in un ambiente tipico del fiume, nel grande letto in parte asciutto, bellissimo, direi grandioso, dove si respira aria di grande natura.

Mi metto a camminare verso le pozze di acqua ferma del letto di esondazione, tra sassi, cespugli e banchi di sabbia finissima con le impronte di un sacco di animali. Uno stormo d’anatre si alza in volo dai cespugli e mi viene un colpo apoplettico!…non riesco a fotografarne nemmeno una! Faccio proprio schifo.Vedo un airone su un albero, al limite del bosco ( un puntino bianco nel terzo di destra della foto qua sopra) e mi metto a camminare facendo finta di niente…..sarà lontano duecento metri o più…gli arrivo alle spalle….non si accorgerà di me! Niente da fare dopo diversi minuti di avvicinamento si alza in volo e parte verso il fiume! “ma no…!” –urlo….e spavento un airone cenerino che stava in una pozza sotto un dosso a quattro o cinque metri da me!!!! E no eh!….Rinunciando all’idea di tornare a casa con la foto dell’avifauna fluviale vengo colto da ispirazione e mi porto a casa lo stesso qualche immagine che li riguarda!

 Le impronte degli uccelli sulla sabbia fine sembrano segni di una lingua sconosciuta, graficamente molto belli, a volte si mischiano con le linee dell’acqua che si è ritirata, a volte con le impronte di ungulati, formando giochi di linee affascinanti che mi consolano di non avere immagini di voli e di piume. Risalgo in kayak contento e mi faccio un po’ di pagaiate sull’acqua placida del fiume presso Terrarossa; il fiume qui si divide in diversi rami, prendo quello con più acqua che fa una piccola rapida in mezzo ad alberi coricati e bloccati nel fondo sabbioso; queste sono situazioni sempre molto pericolose anche quando il tratto di fiume è apparentemente facile: incastrarsi sotto un tronco di traverso, con la forza dell’acqua che spinge da monte è decisamente un grosso rischio, sia che si scenda in canoa, sia che si guadi un fiume. Ho deciso di terminare questa piccola discesa nei pressi del campo sportivo di Terrarossa, all’Anpil  e so già che lo spettacolo che mi aspetta non sarà dei migliori, perché ci sono stato diverse volte con delle classi elementari in  primavera e lo spettacolo non era dei migliori. Infatti questo è quello che si trova dove ci sono i cartelli indicatori della zona protetta

  Strada di facile accesso, vicino ad un bel campo sportivo, illuminato, zona protetta con cartelli esplicativi e staccionate, zona di orti e campi coltivati, pochi ma ci sono…….non capisco.

Comunque la mia gitarella in kayak finisce qua tanto per ricordarmi che ne deve passare di acqua sotto i ponti………..